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La democrazia coincide o dovrebbe coincidere con la sovranità del popolo che sceglie i propri rappresentanti e governanti. Eppure essa, per sua stessa natura,  “[…] vive in uno stato di crisi permanente, perché deve costantemente rinnovarsi per adeguarsi alle nuove situazioni, spesso impreviste, nelle quali il popolo sovrano si trova a vivere” (E. Gentile). Da qui la malattia delle democrazie contemporanee, un fenomeno non del tutto nuovo che sembra averci condotto a una situazione anomala i cui attori principali sono i governanti, e in cui il popolo è presente solo come comparsa occasionale. A che tipo di evoluzione e mutazione è soggetta la democrazia rappresentativa? E se la filosofia ha avuto un ruolo cruciale nella definizione dei sistemi politici antichi e moderni, che genere di funzione può svolgere oggi, rispetto alla constatazione di una morte della democrazia, o di una sua imminente rinascita? 

Relatori

Gianfranco Pasquino – accademico dei Lincei e professore emerito di scienza politica Università di Bologna

Aldo Schiavello – professore ordinario di filosofia del diritto Università di Palermo

Antonio La Spina – professore ordinario di sociologia Università LUISS

Discussant

Sorina Soare – ricercatrice di scienze politiche e sociali Università di Firenze

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