Il sé e l’Altro. La quarantena vissuta dai bambini

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Enza Cuttitta e Carlo Baiamonte dell’Associazione Lympha dialogheranno con la Alice Pugliese (Professore Associato di Filosofia Morale – Università di Palermo) e Girolamo Di Giovanni (Psicoterapeuta

Il Sé e l’Altro. La quarantena vissuta dai bambini.

 

  1. Il Sé si costruisce attraverso la relazione con l’altro. In questa costruzione, fondamentale è il rapporto con i pari, con cui, come affermava Vygoskij, i bambini apprendono nuove abilità e si evolvono a livello cognitivo. Durante la quarantena i bambini sono stati privati di tale opportunità. Al rientro a scuola come potranno coniugare la libertà dell’interazione con le misure di contenimento Covid?
  2. La quarantena non è stata uguale per tutti i bambini. Per alcuni ha significato riscoprire il tempo qualitativo con i propri genitori, divertendosi a preparare dolci, giocare insieme e a poter fruire di spazi propri, per altri ha significato vivere un tempo quantitativo, sempre uguale a sé, troppo lungo, perché lasciati soli davanti ai media, o a causa di una povertà materiale ed educativa, spesso vittime passive di violenza domestica. In questo senso possiamo affermare che la quarantena ha marcato maggiormente le disuguaglianze sociali?
  3. È stato condotto uno studio dall’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano sul funzionamento emotivo-adattivo di bambini di età compresa tra i 4 e i 10 anni in alcune province del Nord con la più alta mortalità d’Italia. Dall’analisi dei dati è emerso che un bambino su tre ha manifestato il bisogno di maggiore vicinanza fisica ai genitori che prima non manifestava, cambiamenti d’umore. Tuttavia il 90% risultava in grado di adattarsi alle restrizioni imposte dalla pandemia. Come può essere spiegato tale comportamento?

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